Batti un cinque!

Ho preso un calcio.
Un forte calcio.
Me l’ha dato mia figlia.
Ma non in uno stinco, o sulle gengive, o nei cosiddetti “gioielli di famiglia”… mi ha dato un calcio sulla mano.
E, a dirla tutta, non mi ha nemmeno colpito direttamente…
Fra il suo piede e la mia mano ci sono 10 cm di placenta, liquido amniotico, grasso, pelle e carne.
Quindi forse non era propriamente un calcio…
Magari era un saluto…
Una cosa come “ciao a tutti, guardate che ci sono anch’io”.
Ci sono quando vi amate, quando vi rimproverate, quando litigate, quando fate pace, quando vi sorridete e quando vi sbuffate contro… Ci sono anch’io!
Non sei ancora nata e già ci riempi di responsabilità.
Non passa giorno che con tua mamma non parliamo di te.
Ci fermiamo davanti ai vestitini, alle carrozzine, ai giochi ed ai libri per bimbi.
Scambiamo sguardi di intesa con le altre mamme e papà in attesa…
Preghiamo per te e sei sempre il primo dei nostri pensieri.
Mi fai un po’ paura in effetti. Sei 25 cm e pesi circa 300 grammi… e mi incuti un po’ di timore.
Sarò un bravo padre?
E tua madre? Sarà brava anche lei?
Sapremo essere fermi quando occorre e disponibili quando ci chiamerai?
Ci vorrai bene? Proverai per noi quell’amore incondizionato che noi proviamo per te?
Ci aiuterai ad invecchiare?
Quante domande…
E nessuna risposta… Per ora.
Dì la verità, ora un po’ di paura è venuta anche a te, eh?
Dicono sia normale, stai tranquilla…
Facciamo così: io appoggio nuovamente la mano sulla pancia della mamma e tu… quando hai finito di leggere, dammi un altro calcio… O meglio: “Batti un cinque”!