10, 11 e 12…

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Eccoci, siamo arrivati.
A furia di contare anche il 12 è giunto. Sì perché il 12 è un numero speciale.

12 sono le tribù di Israele
12 sono i mesi dell’anno
12 sono i segni zodiacali
12 apostoli
12 i cavalieri della tavola rotonda
e 12 sono le settimane che devono passare prima che una gravidanza possa ritenersi più sicura dall’aborto spontaneo…

E, nel mio caso, a 12 settimane e 2 giorni, ho visto nostro figlio… o nostra figlia… ancora non ci è dato saperlo, ma era lì.

Stava dormendo nella pancia di sua mamma… con quelle enormi orecchie a sventola che ricordano tanto il suo bisnonno. E quel dormire beato che solo i bambini hanno.

Eccolo lì… 59 mm di lunghezza con un cuore che va a 140 battiti al minuto, neanche fosse una musica pop.

“Vedrai che emozione alla prima ecografia in cui lo vedi”, “eh, quando senti il battito non capisci più niente”, “sono gioie che solo un padre può provare”, ecc. ecc.
Frasi sentite un milione di volte. Hanno più o meno la stessa valenza di “Non ci sono più le mezze stagioni” o “Una volta qui era tutta campagna”.

Non significano niente… per nessuno… tranne che per una coppia di genitori che quel giorno lì, in quel momento lì, in quel posto lì, guarda quel monitor lì.

Oh, mica un 60 pollici LCD con gli occhialini  3D ed il dolby surround.
Mica l’alta definizione che solo i migliori canali satellitari sanno darti.
Mica i colori limpidi e chiari frutto di tarature effettuate da cervelloni elettronici.

Un semplice piccolo televisorino… di quelli vecchi… pesanti… in bianco e nero… con immagini sgranate non poco… E’ proprio lì che le frasi di cui sopra assumono un senso. Ma lo potete capire solo voi, lo possiamo capire solo noi… che l’abbiamo appena provato e che ancora, se ci penso, non ci credo.

“Il miracolo della vita” (altra frase da baci Perugina, non me ne voglia Confucio) prende forma. E davvero hai l’impressione che qualcosa stia cambiando. Davvero ti accorgi che, in quel momento, per te il mondo perde il suo significato. Non ti frega niente se l’Italia vince o perde gli europei… non ti interessa se ti hanno rigato la macchina, manco ti ricordi più di avercela una macchina… non ti frega niente neanche se vivi in una tendopoli o sei stato alluvionato (e parlo per esperienza a riguardo)… ti interessa solo che quel filmino sullo schermo non finisca mai.

Ti interessa solo che la parola “papà” comincia ad assumere un significato di dare anziché avere.

E così, siamo nella tredicesima settimana… e siamo felici… tutti e tre… anche il bambino con la testa grossa, grossa e le orecchie larghe, larghe…

Ma si è fatto tardi… è ora di andare a dormire…

Buona notte papà… e, mi raccomando, se ho paura, proteggimi tu…