Suicidi all’inferno!!!

la cre4

Il suicidio è un peccato mortale.
Non c’è molto da parlarne, ci hanno sempre detto così e sempre così sarà.
Per chi se lo chiedesse, il peccato mortaleporta direttamente all’inferno. Senza se e senza ma.
Si aggiunga che il peccato mortale è qualunque peccato contro la vita, quindi il suicidio è una delle sue massime espressioni.

Ora, però, dopo il breve ripasso teologico, ripenso a Marco (nome di fantasia) che domenica si è buttato giù dal terrazzo di casa. Ed è morto.

Marco è un bravo ragazzo, onesto lavoratore, con un cervello fatto a suo modo. A me piace definirlo (come lessi in un libro anni fa) un “giullare di Dio”.

Marco non è proprio “in bolla”. E’ maniaco ossessivo dicono i dottori. Gli hanno messo proprio questa etichetta sulla fronte: “Maniaco ossessivo”.
E non c’è cura… si rimane così per tutta la vita. Però le pastiglie te le danno lo stesso. E le devi prendere… per il tuo bene.

Ora, se hai quell’etichetta, poco importa se sei un bravissimo ragazzo. Poco importa se pensi sempre prima agli altri che a te. Importa poco perfino il fatto che tu urli al mondo il tuo dolore… perché ogni tuo atteggiamento (positivo o negativo che sia), passa attraverso il filtro: “Eh, ma non è mica normale.”

Marco, stanco dei farmaci e delle manie non comprese da nessuno, non seguito dalla famiglia che lo ha abbandonato quando era piccolo, domenica ci ha dato un taglio. Ed ora è all’inferno. Insieme a tutti i cattivi del mondo. Perché si è suicidato, il coniglio!

Ma, mi chiedo: e se non fosse così? Perché, da domenica, io ho negli occhi il corpo di Marco che vola già dal balcone ed atterra al suolo con un tonfo. Poi alzo lo sguardo e vedo che la sua anima è ancora lì… sospesa in aria… fra le braccia dell’Onnipotente che gli sorride come un Padre… un Padre Eterno.

Tutti guardano il corpo e l’etichetta, ma quell’anima, ora finalmente tornata al suo Creatore… è in pace. Non ha etichette di alcun tipo, non ha bisogno di farmaci, non sembra neanche così strana, anzi, sembra proprio tranquilla.

Allora tendo l’orecchio per sentire cosa si dicono, Marco e l’Altissimo.
“Scusa Signore, non ne potevo più. Quell’etichetta mi pesava troppo.”
Non sento la risposta del Padre, ma vedo il suo sorriso e, con grazia, si elevano verso un posto troppo in alto per poterci arrivare.

Un saluto di cuore, amico mio… sebbene ciò in cui credo dica il contrario, sono certo che tu… il Marco che io conosco… l’inferno non possa proprio nemmeno sfiorarlo.

P.S. Qui tu non ci sei più, ma la tua etichetta…ahimè… è rimasta. Speriamo non si attacchi a nessun altro.